Epimelea

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Perché gli altri mi vedono diverso da come mi vedo

Un amico la descrive a qualcuno, e lei sente per caso la frase: «È una persona calma». Lei non si è mai sentita così. Per un attimo non sa se l’amico sbagli o se lei non si conosca.

L’incontro con lo specchio

Il romanzo Uno, nessuno e centomila di Pirandello si apre con un gesto quotidiano. Vitangelo Moscarda si guarda allo specchio e la moglie gli dice:

«— Credevo ti guardassi da che parte ti pende.»

— Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila, libro primo

Si riferisce al naso. La moglie lo ha notato per anni, Moscarda non se n’era mai accorto.

L’immagine invisibile

Il naso è un dettaglio fisico, ma per Moscarda diventa la prova di qualcosa di più ampio. Gli altri osservano un uomo che lui non ha mai visto. Possiedono un’immagine di lui che non appare in nessuno specchio.

Un collega, una sorella o un amico d’infanzia conservano ognuno una versione diversa di noi. Nessuna di queste visioni è necessariamente errata. Vedono da una prospettiva che a noi è preclusa.

La pluralità dell’io

Lo sguardo altrui è un altro «io». Questa versione di noi esiste ed è reale per chi la guarda, anche se noi non abbiamo un accesso diretto. Possiamo solo provare a chiedere, ascoltare e osservare.

Quale parte di me conoscono gli altri e io no?


Epimelea è un’app costruita sulla scuola esistenziale. La conversazione riprende da un incontro all’altro. L’archivio è cifrato sul dispositivo e appartiene a chi lo ha scritto.

L’app: psicologo AI per un percorso psicologico


Questa pagina descrive una scuola di psicoterapia. Non è un consulto medico né un servizio di emergenza. Se è in pericolo adesso, chiami il 112. In Italia Telefono Amico risponde allo 02 2327 2327, dalle 9 a mezzanotte. In altri paesi può trovare una linea di ascolto su findahelpline.com.

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I primi due incontri sono gratuiti.

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