Epimelea

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Perché sono così attaccato alle mie cose

In casa qualcuno suggerisce di fare spazio. Una scatola di vecchi quaderni, un maglione dimenticato, la bicicletta in cantina, e lei accetta l’idea ma poi non riesce a toccare nulla. Ognuno sembra chiedere: chi ero quando questo era mio?

Di chi è

Nella novella di Giovanni Verga, un viaggiatore attraversa la piana di Catania sotto il sole. Chiede di chi siano le terre che incontra e riceve sempre la stessa risposta:

«— Qui di chi è? — sentiva rispondersi: — Di Mazzarò.»

— Giovanni Verga, «La roba», Novelle rusticane, ed. 1885

Vigne, uliveti, pascoli e magazzini grandi come chiese. L’elenco si chiude così:

«Tutta roba di Mazzarò.»

— Giovanni Verga, «La roba», Novelle rusticane, ed. 1885

L’intera campagna pronuncia un nome. Gli oggetti parlano al posto del proprietario.

Nient’altro al mondo

Mazzarò appare come l’avaro. A metà della storia Verga scrive:

«non aveva nè figli, nè nipoti, nè parenti; non aveva altro che la sua roba.»

— Giovanni Verga, «La roba», Novelle rusticane, ed. 1885

Nato povero nei campi di un barone, ha acquisito ogni pezzo di terra con notti insonni, febbri e lunghe camminate. Quella terra è la sua biografia. Lasciarla significherebbe restare senza testimoni della propria vita.

Quello che le cose ricordano

Con gli oggetti accade qualcosa di simile. Un libro sottolineato a vent’anni conserva una versione di noi che non esiste più. Il piatto della nonna mantiene in casa una voce.

Le cose custodiscono quello che non si dice a voce alta: chi si è stati, chi ci ha voluto bene. Separarsene può sembrare una cancellazione, perché nessun altro sa che cosa ricordavano. Per questo si esita davanti a uno scatolone che, visto da fuori, contiene solo carta e stoffa.

Il grido finale

Da vecchio, Mazzarò esce nel cortile, colpisce anitre e tacchini con il bastone e urla:

«Roba mia, vientene con me!»

— Giovanni Verga, «La roba», Novelle rusticane, ed. 1885

Può sembrare follia. O la richiesta di un uomo che non ha trovato altre parole per spiegare chi era.

Che cosa dicono di me le mie cose che io non dico da solo?


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