Le quattro preoccupazioni ultime
Nel 1980 lo psichiatra americano Irvin D. Yalom pubblica Existential Psychotherapy. In Italia il libro è uscito nel 2019 da Neri Pozza, nella collana I Colibrì, con il titolo Psicoterapia esistenziale e la traduzione di Serena Prina.
Il primo capitolo, l'introduzione, parte da Freud. Nel 1892 Freud cura con successo una giovane donna che non riesce più a camminare, senza una causa organica. Nei suoi resoconti, però, fa molto più della tecnica che descrive. Parla con la famiglia. Consola la paziente e la rassicura sui suoi sensi di colpa.
Yalom li chiama, in inglese, throw-ins: aggiunte. Sfuggono alla teoria ufficiale e sono difficili da insegnare. Il libro prova a dar loro una cornice, e la chiama psicoterapia esistenziale.
Un altro conflitto
Per Yalom la psicoterapia esistenziale è una terapia dinamica, nel senso di Freud. Anche lui vede nella persona forze in conflitto, alcune consapevoli e altre no. Cambia il contenuto del conflitto.
Per Freud la lotta è con le pulsioni. Per i neofreudiani è con gli adulti significativi dell'infanzia. Per Yalom è con alcuni dati dell'esistenza che valgono per chiunque, qualunque sia la sua storia.
Di solito restano in ombra. Emergono in quelle che Yalom, sulla scia di Jaspers, chiama situazioni limite: trovarsi davanti alla propria morte, prendere una decisione irreversibile, veder crollare ciò che dava senso a una vita.
L'edizione italiana le chiama preoccupazioni ultime, in inglese Yalom scrive ultimate concerns. Sono quattro, e il libro dedica a ciascuna una parte intera.
La morte
È la più evidente. Il conflitto è tra un sapere e un desiderio: ognuno sa che morirà, e vuole continuare a esistere.
Per Yalom la paura della morte non è un sintomo da eliminare, né un errore da correggere. Può cambiare il rapporto che una persona ha con essa. Chi tiene sempre lontano il pensiero della fine spesso finisce per rimandare anche la vita.
La libertà
Qui la parola non ha nulla di rassicurante. Essere liberi, in questo libro, vuol dire che non esiste una struttura esterna a reggere il mondo. Ognuno è autore delle proprie scelte e del proprio modo di vivere. Sotto i piedi non c'è un terreno già dato.
Gran parte di questa sezione parla di ciò che si fa per non sentirne il peso. Si aspetta che decida un altro. Si affida la decisione a un sintomo, a un partner, a una diagnosi.
L'isolamento
Non è la solitudine di tutti i giorni, quella che una compagnia allevia. L'isolamento esistenziale è più radicale. Tra due persone resta una distanza anche quando si sono dette tutto. Ciascuno entra da solo nell'esistenza e ne esce da solo.
Nessuna relazione colma questa distanza. Yalom mostra che cosa succede quando si chiede comunque a un rapporto di colmarla: l'altro si ritrova in un posto impossibile.
L'assenza di senso
Nasce dalle prime tre. Se si muore, se ognuno costruisce da sé il proprio mondo e resta in fondo solo, che senso ha la vita? Un essere che ha bisogno di senso è gettato in un universo che non ne offre.
Su questo Yalom segue Viktor Frankl e non ci vede una sconfitta. Se ne distacca però su un altro punto: non dice quale senso si debba trovare.
Un dato, non un guasto
Un problema si può risolvere. Una preoccupazione ultima no. Nessuno sfugge alla morte, alla libertà, all'isolamento o alla domanda sul senso.
Per questo Yalom insiste sul fatto che non riguardano solo chi sta male. Il terapeuta le vive quanto il paziente. La formula classica resta in piedi: pulsione, angoscia, difesa. Solo che all'inizio non c'è più la pulsione, ma la consapevolezza di una preoccupazione ultima. Poi viene l'angoscia, e poi le difese che si alzano contro di essa.
Le quattro non sono quindi una griglia diagnostica, e nessuno viene incasellato in una di esse. Si ascoltano sotto la richiesta con cui una persona arriva in terapia. Una scelta di lavoro rimandata da anni può parlare di libertà, una crisi a quarantacinque anni di morte.
Per Yalom andare in profondità non vuol dire scavare nel passato. L'infanzia conta, ma non spiega tutto. Andare in profondità vuol dire mettere da parte le preoccupazioni di ogni giorno e guardare la propria situazione nel mondo: non come si è diventati ciò che si è, ma il fatto stesso di esserci.
Che cosa, nella mia vita, tratto come un problema da risolvere, quando invece è un dato?
Epimelea è un'app costruita sulla scuola esistenziale. La conversazione riprende da un incontro all'altro. L'archivio è cifrato sul dispositivo e appartiene a chi lo ha scritto.
L’app: psicologo AI per un percorso psicologico
Questa pagina descrive una scuola di psicoterapia. Non è un consulto medico né un servizio di emergenza. Se è in pericolo adesso, chiami il 112. In Italia Telefono Amico risponde allo 02 2327 2327, dalle 9 a mezzanotte. In altri paesi può trovare una linea di ascolto su findahelpline.com.